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Schede personaggi > Akemi Miyano
Akemi Miyano è la sorella maggiore di Shiho Miyano (ora Ai Haibara) ed è stata uccisa da Gin, membro dell'Organizzazione degli Uomini in nero, della quale anche lei faceva parte.
Da sempre tenuta sotto sorveglianza dagli uomini dell'Organizzazione, decide di entrarvi a far parte, sotto il falso nome di Masami Hirota (nome del suo anziano professore dell'Università) e viene separata dalla sorella, mandata a studiare in America, mentre lei rimane in Giappone, a studiare, farsi amici e a condurre una vita apparentemente normale.
La tragica vicenda che porterà Akemi a trovare la morte inizia quando deciderà di liberare sé stessa e Shiho dall'Organizzazione.
Per farle uscire e condurre finalmente una vita libera, accetta di aiutare l'Organizzazione, organizzando una rapina da 100 milioni di yen ad un furgone portavalori. L'impresa ha successo, ma uno dei membri della banda, Kenzo Hirota, fugge con tutti i soldi del bottino. Per ritrovarlo, Akemi, fingendosi sua figlia e utilizzando il falso nome di Masami Hirota, chiede aiuto a Kogoro, il quale, dopo lunghe ricerche e una provvidenziale idea di Ran (unita a un colpo di fortuna), riesce a rintracciarlo, mettendo le due persone in contatto. Il giorno dopo l'uomo viene trovato morto, impiccato, nel suo appartamento.
Ora Conan pensa che Masami sia stata uccisa assieme al padre da un (non meglio definito) gigante, un omone (la perizia della polizia aveva trovato sul collo di Kenzo Hirota i segni di mani enormi, che facevano pensare ad un uomo molto robusto e forte), che a sua volta aveva ingaggiato un altro detective privato per trovare Hirota.
Tutto questo finché Conan non scopre che la ricetrasmittente che per sbaglio aveva applicato all'orologio di Akemi, si trova al polso dell'omone stesso. Seguendo la traccia grazie agli occhiali, Conan arriva in un albergo, dove incrocia, non riconoscendola, Akemi, mentre usciva dall'ascensore. L'omone viene ritrovato morto, ucciso con del veleno.
A questo punto Conan, pensando che la mente diabolica dietro questi due omicidi sia lei (in realtà non è vero, ad uccidere Kenzo Hirota era stato l'omone in preda ad uno scatto d'ira e, per quanto riguarda il secondo omicidio, quello che Akemi aveva somministrato al suo complice era uno spray datole da Gin spacciatole per sonnifero), inizia ad inseguirla in taxi fino al porto di Tokyo.
E' qui infatti che Akemi deve incontrare i suoi contatti, Gin e Vodka, per dar loro i soldi e riavere indietro la sua libertà e sua sorella. E' qui dove si consumerà, tragicamente, anche il suo destino.
Alla richiesta della ragazza, Gin risponde non solo che conosce il suo vero nome, Akemi Miyano, ma che sua sorella serve ancora all'Organizzazione, mentre lei, ormai è inutile. Detto questo, le spara.
Conan arriva subito dopo, appena quando Akemi si accascia a terra e gli Uomini in nero si sono già dileguati. Nell'agonia, poco prima di morire, viene a sapere che Conan in realtà è Shinichi Kudo e la ragazza lo prega di non rendere vana la sua morte prendendo il denaro prima che lo faccia l'Organizzazione, quasi come se gli volesse affidare la vita della sorella che lei amava.
Akemi è uno dei personaggi che meno compare nella storia di Detective Conan, ma pochi come lei ne hanno influenzato il corso. Sarà la sua morte a spingere Shiho a tradire l'Organizzazione e a metterla in contatto con Conan e, in virtù di questo, a far scricchiolare inesorabilmente tutto l'apparato degli Uomini in nero.
E' anche uno dei personaggi più toccanti. Nel corso della sua storia la vediamo passare prima dallo stato di criminale ("Una donna diabolica" è il titolo del File 7 nel Volume 2), a quello di vittima, morta mentre cercava la libertà.
Attenzione, da qui è spoiler, leggete solo se non vi interessa conoscere anticipazioni sulla trama
Nel file 599 (volume 58) si scopre un lato più umano di Akemi. Si scopre infatti che portava avanti da tempo una relazione con Shuichi Akai, un agente dell'FBI che allora era un infiltrato nell'Organizzazione. Proprio per questo amore, e per l'amata sorella, studiò un piano che doveva portarla fuori per sempre dall'Organizzazione degli uomini in nero, ma venne uccisa prima di portarlo a termine.
Verrà rivelato in seguito che Akemi, prima di morire, lasciò un messaggio a Dai (nome in codice che aveva Shuichi da infiltrato) nel quale gli chiedeva se avrebbero potuto avere una vera relazione nel caso in cui lei fosse riuscita a liberarsi dalla morsa dei MIB.



