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Schede personaggi > Ai Haibara
Ai è la versione "ridotta" di Shiho Miyano a causa dell'apotoxina.
Avendo deciso di tradire l'Organizzazione (per via dell’uccisione della sorella Akemi, le ragioni dell’accaduto non le sono mai state spiegate), è stata catturata e condannata a morte dai capi dell’Organizzazione. Rinchiusa quindi in una camera a gas in attesa che venisse convalidato il verdetto, per poter fuggire, ha assunto il farmaco, che l'ha fatta ritornare bambina.
Scappata, date le sue ridotte dimensioni, attraverso un condotto di aerazione dal luogo dove era prigioniera, sentendosi sola e non sapendo dove andare, si è diretta verso l'unico posto dove pensava di poter trovare rifugio: la casa di Shinichi, per finire poi svenuta, stremata, poco distante, davanti all’abitazione del Dottor Agasa.
Sapeva dove abitava il giovane detective poiché, in fase infatti di sperimentazione dell’APTX, Shiho, dovendo comunicare all’Organizzazione i risultati dell’utilizzazione del veleno (risultava, infatti, che non tutte le persone cui era stato somministrato erano morte), si era recata là per due volte con gli agenti degli uomini in nero.
Tornata la seconda volta, ha notato che mancavano i vestiti di Shinichi bambino, mentre la volta precedente erano stati rinvenuti. Quella volta, invece di segnalare l'anomalia ai suoi superiori, ha scritto nella cartella riguardante il file dello studente: "Morte accertata". L’unico motivo è che, a detta di Ai, Conan rappresenta "prezioso materiale da ricerca".
Da allora vive con Agasa e frequenta la stessa scuola di Conan. Quasi subito arrivata a scuola per incontrare Shinichi, diventa (senza dimostrare tanto entusiasmo) un membro dei Giovani Detective, salvando la vita dei suoi compagni.
Alla sua prima apparizione, quando Conan le chiede dove abiti, Ai combina uno scherzo "carino": gli fornisce (con occhi inquietanti e un'espressione tutt'altro che rassicurante) l'indirizzo del Dottor Agasa e gli fa credere di averlo ucciso per stare da lui.
Ai è però costantemente tormentata dalla paura di essere scoperta e uccisa dall'Organizzazione, della quale nemmeno lei conosce tutti i membri.
Nonostante i dati sull'apotoxina non siano in suo possesso, è riuscita comunque a creare un antidoto da far assumere a Shinichi in un momento in cui Ran sembrava aver capito la vera identità di Conan, che però ha avuto effetto per un solo giorno. E' inoltre molto utile all'indagine di Conan che lo deve riportare alla normalità: benchè, come già detto, Ai non conosca tutti i membri dell'Organizzazione, è dotata di una sorta di "sesto senso" che le permette di individuare gli Uomini in nero nelle vicinanze.
E' il personaggio più complicato di tutto l'anime, spesso triste e assorta nei propri (a volte lugubri, pessimistici e sinistri) pensieri. Quello che però sembra chiaro è che Ai, col passare del tempo, inizi a provare qualcosa nei confronti di Conan. Forse affetto puro e semplice, trovandosi tutto ad un tratto sola al mondo, forse qualcosa di più.
Si può notare il fatto che lei provi una forma di "gelosia" nei confronti di Ran, quando Conan/Shinichi le si avvicina troppo o per le attenzioni che il nostro eroe rivolge alla sua amata. La sua situazione però è al limite del paradosso.
Il sentimento (qualunque esso sia) che prova per Conan e il fatto di dover rimanere nascosta per paura dell'Organizzazione la porta a fare delle scelte che sarebbero contrarie a ciò che lei vorrebbe fare, come quando, basandosi sui principi attivi del paikal combina un antidoto temporaneo per far tornare Shinichi grande per impedire di venire scoperto.
Kudou solo per un pelo non riesce a dichiarare il suo amore a Ran. Quel che è certo è che ha paura dell'Organizzazione e di perdere le persone che ora le fanno da nuova famiglia (ossia Agasa e Conan).
Ancora molto legata alla sorella, quando ne sente la mancanza telefona a casa sua per poter ascoltare la sua voce registrata sul nastro della segreteria telefonica, rischiando però di essere scoperta dagli uomini dell'Organizzazione.



